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La Buona Scuola ed il Marketing dei Migliori

La Buona Scuola ed il Marketing dei Migliori

Le persone non comprendono il valore del sapere condiviso

C’è un solo motivo se oggi ci troviamo con le pezze al culo, abbiamo passato gli ultimi 100 anni della nostra storia per costruire modelli di apprendimento per i “primi della classe” a discapito dei modelli di “sapere condiviso“.

 

La scuola non aiuta a condividere, ma alimenta le disuguaglianze e le fazioni tra i buoni contro i cattivi, dei migliori contro i peggiori.

 

Un sistema didattico basato su un  modello capitalista che vede nei “primi della classe” gli unici eroi della comunità, capaci di costruire per sé e per gli altri, senza chiedere il parare degli altri, ovviamente.  Siamo stati progettati per non condividere nulla, se non per opportunismo. (Leggi altro

 

Premiare i “primi della classe” genera 2 grandi problemi:

  • Illusione di potercela fare da soli
  • Cattiveria degli ultimi

 

 Entrambi i problemi costituiscono il vero motore dell’economia capitalista. 
  • Chi crede di potercela fare da solo, con le proprie forze ed ingegno, rincorrerà il sogno, sperperando, sgomitando, truffando gli altri per arrivare a toccare la coppa della felicità.

 

  • Chi ha accumulato abbastanza cattiveria verso i “primi della classe” vivrà una vita per combatterli, a costo di dover rimetterci la pelle. Sono quelli condannati a generare odio per ristabilire un equilibrio di “giustizia” morale, o semplicemente per un senso di benessere personale. Combattono per la stessa missione dei “primi della classe”, ma lo fanno per dimostrare a tutti che si può essere i migliori anche senza essere apparentemente “buoni”.

 

Perché la Buona Scuola non aiuterà a risolvere i problemi e produrrà un sistema alimentato dal Marketing dei migliori ampliando la base dei cattivi?

 

La Buona Scuola mira all’eccellenza, ma l’eccellenza è pura illusione, perché  se non si sa condividere non si può progredire . Le innovazioni nascono dallo scambio di conoscenze ed esperienze. Se la scuola non aiuta a comprendere i modelli di connessione e condivisione del sapere per premiare pochi a discapito di molti, è evidente che il sistema costituito tenderà ad un limite di sviluppo.

 

Non può esserci progressione se il sapere e la ricchezza è in mano a pochi, si tratta di una banale constatazione logica, non di logica comunista o di frati cappuccini. Come si può pensare ad un sistema generativo se abbiamo costruito una società ad imbuto?

 

Come si può immaginare un’economia sostenibile se alla base di tutto c’è la voglia di appropriarsi dei beni?

 

Il Marketing dei Migliori costruisce una società imperialista

 

Qualche giorno fa ho visto un film che rappresentava una società futura divisa in fazioni per mantenere un equilibrio, fino a che una fazione non decide di voler prendere le decisioni per gli altri.

 

Non mi è sembrata una visione irreale del futuro, anzi, mi ha fatto riflettere su ciò che stiamo costruendo oggi e di come i “Migliori” siano di fatto i futuri imperialisti di domani, perché la cultura che stiamo sviluppando è di un sapere sgocciolato dall’alto, filtrato e dosato per non far conoscere. Un antidoto virale per evitare che i “primi della classe” possano essere scoperti e che perdano il loro potere decisionale.

 

Gli imperialisti di domani sono quelli che oggi abbiamo definito “Migliori”, ma avremo la possibilità di ottenere un equilibrio se impareremo a connetterci e condividere il sapere.

 

 Il sapere condiviso è la vera ricchezza , non esiste cura che non abbia subito un processo di condivisione del sapere (leggi esempio), non esiste soluzione che non sia stata confutata e rimessa in discussione dallo scambio di conoscenze.

 

 Se sapremo utilizzare il web  (non quello virtuale di Second Life) per costruire reti di sapere allora potremo pensare di avere un controllo dell’equilibrio tra chi è definito “Migliore” per eredità e chi continuerà ad essere cattivo per ribellione o per puro egoismo.  

 

Chi si impegna per diffondere questa visione di web può considerarsi uno degli eroi che aiuterà a salvarci dall’imperialismo.

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